A seconda della destinazione d'uso, il paraolio, deve riuscire a reggere diversi tipi di movimenti. In particolare, il paraolio è progettato per sostenere, nella maggior parte dei casi, rotazioni assiali, ma anche moti a scorrimento assiale, come, ad esempio, nelle forcelle delle moto.
Dal punto di vista costruttivo e strutturale, un paraolio è costituito da:
- un corpo del paraolio che conferisce resistenza e stabilità all'intero elemento. Formato da una struttura metallica, il corpo è quindi ricoperto da un composto che svolge la funzione di tenuta grazie al labbro e all'eventuale molla presente all'interno dell'anello.
- un labbro che può essere a doppio labbro, con parapolvere o con molla inox. Il labbro, disponibile in diversi profili, può avere una pressione differente, da scegliere a seconda delle proprie esigenze.
- una molla per incrementare l'aderenza all’albero motore o all’asta.
A seconda del lubrificante utilizzato, delle condizioni e delle funzionalità che deve assicurare il paraolio, esso, può essere realizzato in vari materiali gommosi:
- NBR (gomma nitrilica), per una buona resistenza all’usura, da utilizzare con lubrificanti oleosi e grassi minerali;
- FKM (gomma fluorurata), per una buona resistenza all’usura e una bassa permeabilità ai gas, da utilizzare con lubrificanti oleosi, grassi minerali e sintetici, per liquidi aggressivi e applicazioni a temperature elevate;
- PTFE (politetrafluoroetilene), per una elevata resistenza all'ozono e agli agenti atmosferici, con un basso coefficiente di attrito assicura una resistenza chimica ottimale, si può utilizzare con una scarsa lubrificazione e a secco. I paraoli in PTFE, inoltre, possono resistere ad una vasta gamma di temperature.
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